12 aprile 2018. PARMA. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico a lezione dal Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Parma

Come ci si comporta in uno scenario che potenzialmente può essere oggetto di indagini? Quali sono gli accorgimenti da tenere per conservare correttamente un reperto, o per non alterare la scena di un ipotetico crimine? Esistono dei rischi per l’esito delle indagini, nel caso in cui non vengano prese determinate precauzioni? Domande per nulla scontate, cui spesso coloro che operano in alcuni contesti devono saper dare risposta in modo immediato.

A questo proposito, nella serata di Mercoledì 11 Aprile, si è svolto presso la sede del CAI di Parma un importante evento formativo, che ha visto coinvolti alcuni tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna in un interessantissimo confronto con il RIS di Parma.

Il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri ha infatti illustrato, per voce del Colonnello Marco Pizzamiglio, alcuni aspetti del delicatissimo lavoro che i militari del celebre reparto parmense sono chiamati quotidianamente a svolgere, e soprattutto quali sono i comportamenti da tenere qualora donne e uomini del CNSAS si dovessero trovare in contesti in cui la legge impone accertamenti giudiziari.

Purtroppo può capitare che gli operatori del Soccorso Alpino possano imbattersi - durante le operazioni di ricerca dispersi – nel ritrovamento di persone decedute o di reperti, sui quali l’Autorità Giudiziaria debba disporre approfondimenti, oppure che alcuni luoghi siano particolarmente impervi (boschi, pareti di roccia, grotte, forre o pendii in condizioni invernali) e quindi non facilmente raggiungibili dagli investigatori: in questi casi, è fondamentale sapere come comportarsi senza alterare lo scenario, che inevitabilmente renderebbe più difficili le indagini.

L’ufficiale dell’Arma – partendo da alcuni casi di cronaca realmente accaduti - ha illustrato alcune tecniche per il rilevamento di tracce biologiche su indumenti od oggetti e quindi ha mostrato ai presenti come non “inquinare” queste prove, salvaguardando le eventuali indagini scientifiche. Durante la serata formativa, il Colonnello ha infine sottolineato quanto sia fondamentale la protezione degli operatori ed un corretto uso dei dispositivi di protezione individuale.