21 gennaio 2018, CORNO ALLE SCALE ( Lizzano in Belvedere - Bo). Tre interventi in poche ore per gli operatori del Soccorso Alpino bolognese, tutti dovuti all'utilizzo delle ciaspole su ghiaccio.

Dopo l'intervento di Sabato sera, anche il giorno seguente è stato di duro lavoro per i tecnici della stazione Corno alle Scale del Soccorso Alpino di Bologna, chiamati ad intervenire in tre distinti scenari in poche ore ed a poca distanza l'uno dall'altro.
Il primo intervento ha avuto luogo intorno alle ore 10.00 di Domenica 21 Gennaio: vista la grande affluenza di escursionisti, nella maggior parte dei casi muniti di ciaspole, ma sprovvisti di ramponi (fondamentali, insieme alla piccozza, per fronteggiare il ghiaccio che riveste tutto l'appennino della nostra regione), la locale Stazione del Soccorso Alpino ha mobilitato i propri tecnici per presidiare le zone più a rischio. Proprio da una coppia di soccorritori , è arrivato il primo allarme, dopo aver visto, nei canali sotto la vetta del Corno, due escursioniste scivolare per diversi metri. Le donne, rispettivamente di trenta e trentacinque anni, erano residenti a Faenza e facevano parte di un gruppo CAI su ciaspole della cittadina romagnola. La più giovane delle due, ha compiuto una rovinosa scivolata per circa ottanta metri, fermandosi contro alcuni arbusti e riportando un politrauma che ha interessato gli arti inferiori, il bacino ed il torace, mentre la seconda è invece caduta poco più a valle della prima, riportando una sospetta frattura a un arto superiore. Arrivati tempestivamente i soccorsi territoriali del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, hanno messo in sicurezza le due escursioniste, attendendo l'arrivo di Elipavullo. La donna ferita all'arto superiore è stata imbarcata dall'elisoccorso in "hovering", ovvero un imbarco sfruttando il volo stazionario del velivolo, e quindi portata a valle dove un'ambulanza l'ha condotta all'Ospedale di Porretta Terme. Più difficili le operazioni di recupero per la politraumatizzata, che è stata imbarellata dalle squadre territoriali e quindi calata con le corde per una cinquantina di metri, dove è stata scavata nella neve ghiacciata una piazzola. Sbarcati sul posto i sanitari di Elipavullo, la giovane donna è stata stabilizzata e quindi imbarcata sull'elicottero, con destinazione Ospedale Maggiore di Bologna per le gravi condizioni. 
Alle ore 13.00 circa, ovvero un'ora dopo il termine dell'intervento, i tecnici del SAER sono stati nuovamente chiamati a portare aiuto sul crinale che dal Passo dello Strofinatoio porta in direzione del Lago Scaffaiolo. In questo caso si trattava di una comitiva di dieci persone che si muovevano su ciaspole, trovatesi in difficoltà per il ghiaccio: i tecnici sono così arrivati ed hanno iniziato le operazioni per riportare a valle gli escursionisti in sicurezza. Durante il trasporto a valle, a poche decine di metri dal sentiero di discesa, gli operatori del Soccorso Alpino hanno assistito ad un'ennesima scivolata, anche in questo caso dovuta all'utilizzo su ciaspole in terreno ghiacciato. Un uomo cinquantenne residente nella provincia di Pesaro-Urbino è scivolato in un canale, compiendo circa duecento metri prima di arrestare la propria corsa; raggiunto da tecnici e sanitari del Soccorso Alpino, è stato richiesto l'ennesimo intervento di Elipavullo per trasportare l'uomo in ospedale. Purtroppo però il vento ha impossibilitato il recupero tramite elicottero, e il cinquantenne marchigiano è stato imbarellato e quindi trasportato fino a valle con l'aiuto di alcune squadre di Carabinieri. Arrivato al campo base, il paziente è stato affidato all'ambulanza che lo ha trasportato al Maggiore in condizioni di media gravità.
A tal proposito, i tecnici del Soccorso Alpino raccomandano la massima attenzione e soprattutto ricordano che con la presenza di ghiaccio o neve particolarmente dura, gli unici attrezzi idonei per muoversi in sicurezza sono i ramponi e la piccozza; le ciaspole vanno invece utilizzate solo in presenza di neve.

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